mercoledì, 28 dicembre 2005

Viterbo con Amore e lo t-sunami di un anno fa: donati 3000 euro per la ricostruzione di un villaggio dello Sri - Lanka

 

T-sunami, un anno dopo. E un anno dopo Viterbo con Amore raccoglie, toccando con mano, i frutti della sua solidarietà. Una piccola goccia nell’oceano a favore di un villaggio nel sud dello Sri Lanka, Tricomalee, colpito pesantemente dal maremoto del 26 dicembre del 2004, come del resto l’intero paese cingalese dove stati contate 35mila vittime.

 Viterbo con Amore donò per questa causa 3000 euro, il ricavato delle offerte del presepe della solidarietà dell’anno scorso. E le offerte quest’estate  sono arrivate a destinazione e subito rinvestite a Tricomalee per la ricostruzione del villaggio. <Sono stati importanti – spiega Herbert, cingalese da 20 anni a Viterbo – per far ritornare tanti miei connazionali alla normalità. Ci abbiamo comprato il motore per i pozzi, il cemento, i computer, i tetti per cinquanta case scoperchiate, ma anche generi alimentari. E piano piano ci siamo rimessi in piedi, con tanti sacrifici ma con il cuore pieno di speranza. Per questo, a nome di tutto il villaggio, dico grazie a Viterbo con Amore>. Certo, si tratta di un piccolo contributo per un paese che solo adesso, dopo un anno prova a dimenticare una disgrazia inaudita.

<Subito dopo lo t-sunami – dice il presidente di Viterbo con Amore, Pino Genovese – non potevamo rimanere inermi davanti a certe immagini. Così ci siamo rivolti a Herbert, uno dei punti di riferimento della comunità cingalese di Viterbo, per far arrivare al suo villaggio d’origine il nostro sostegno. E con un’immensa gioia possiamo finalmente constatare che gli aiuti sono arrivati e sono stati utilizzati nel migliore dei modi>.

Postato da Viterbocittà alle 12:13 | link | commenti |

sabato, 03 dicembre 2005

 

 INTERVENTO DEL COORDINAMENTO PROVINCIALE FORZA ITALIA VITERBO    

 

Apprendiamo dai giornali dell’uscita da Forza Italia di Domenico Parroccini, consigliere del Comune di Civita Castellana, motivata – a suo dire - dalla “mancanza di confronto democratico interno e da un immobilismo di comodo che consente a pochi di gestire il partito senza reali consensi”.  

 

 

In merito alla questione, il Coordinamento Provinciale di Forza Italia vuole far presente di essere stato più volte in passato fin troppo paziente coi comportamenti sui generis di Parroccini. Chi non ricorda, ad esempio, la sua candidatura a Sindaco nelle liste dell’Udeur nel 2004, quando più volte dichiarò di poter fare a meno dei voti del partito azzurro? In quel caso il partito così poco democratico che lui oggi ha deciso di lasciare non lo espulse, nonostante il parere contrario che giungeva dai probiviri di Roma. Forza Italia, in barba a quell’immobilismo di comodo sopra citato, ripropose anzi – per la seconda volta – la candidatura del figliol prodigo Parroccini alle successive Elezioni Provinciali.  

 

 

Possiamo senza dubbio affermare che il nostro partito sopravviverà di certo all’uscita di Domenico Parroccini, soprattutto perché sa di poter contare su più validi rappresentanti all’interno del Comune di Civita Castellana, e in considerazione anche del fatto che l’ormai ex azzurro non era nuovo a colpi di scena e a passaggi di questo tipo. 

Postato da Viterbocittà alle 21:23 | link | commenti |

UNA BOLOGNINA PICCOLA PICCOLA?


Lettera aperta al presidente dei Comunisti Italiani Armando Cossutta da Riccardo Fortuna
Capogruppo dei Comunisti Italiani alla Provincia di Viterbo

Distinto (presidente) Cossutta,
leggevo la sua intervista al Corriere della Sera e alla terza risposta avevo già la sensazione di assistere ad una caricatura della Bolognina... non c'è che dire, eh? Ha ancora la capacità di sorprenderci...
La Storia è un continuo farsi, come lei ben sa, e in questo processo, in ogni epoca, comunisti sono quanti perorano (seppure con limiti e contraddizioni) un progresso umano fondato sulla cooperazione e la condivisione, piuttosto che sulla competizione degli uni contro gli altri, sullo scontro che determina
dominanti e dominati.
In questo immane farsi della Storia sono innumerevoli le vie per tendere al comune piuttosto che al privato, tutte storicamente date, nessuna è nè sarà mai la Vera Via o la via buona per tutti.
La tendenza (anche) comunista della specie umana non si può estinguere.
Non si possono cancellare i semi stessi della socialità... così non c'è epoca senza forme più o meno esplicite di comunismo: fu miglior comunista di lei e di me Francesco d'Assisi, comuniste le terre indivise dei contadini durante tutto il feudalesimo.. comunista inevitabilmente il Dio immanente di Giordano
Bruno.
La parola comunismo per la prima volta viene usata nel '600 dai Gesuiti, che esploravano il nuovo mondo, per definire l'organizzazione sociale di alcune tribu Indios.
Non c'è mai stato un solo comunismo ma molti, tra tutti uno probabilmente non c'è più: il "suo" comunismo, Cossutta, era probabilmemte già asfittico quando faceva opposizione a Enrico Berlinguer; lo era ancora quando, nella folla di Genova 2001, non vedeva che che una massa di cani sciolti...e ci
sarebbe ancora da dire. Singolare quindi e un po' ridicolo che a fare certi discorsi sia proprio
lei, Presidente, ma malgrado ciò questa parodia risulta più triste che buffa.
Quindici anni fa, quando si dava il benservito al PCI, c'era tuttosommato una prospettiva politica abbastanza chiara: si compensava il trauma della base con le vaghe promesse di chissà quali stagioni riformiste...
Ora lei (parla a nome nostro?) si limita a sperare che qualcuno ci raccatti, e sennò, se proprio nessuno ci si fila, allora sì "...correremo da soli a quel punto con il nostro simbolo"... hai visto mai, eh?
La questione a me sembra fin troppo chiara, ma lei presidente la mette sull'ideologico...
non ne fa un problema elettorale, o estetico, non ricusa un simbolo, mira alto... lei dichiara morto il comunismo tout-court.
Se avesse dichiarato finita l'esperienza dei Comunisti Italiani non avremo condiviso lo stesso, ma addirittura arriva a tanto? per legittimare un'operazione elettoralistica di semplice lettura?
Cossutta! Che le prende? E' Depresso? Ha paura della soglia del 2%? Il capitano dunque, vuole affondare una nave che va, per tenersi una scialuppa con una manciata di cossuttiani... ma lei, presidente, davvero si sentirebbe tranquillo in mezzo al mare con Pagliarulo e D'Amato? Lo dico per lei...
Il problema però è un'altro: il partito non è mica suo, non si può mica barattarlo al miglior offerente in cambio di un pugno di collegi sicuri alle politiche.
Forse, presidente, siede da così tanto su uno scranno, che ha dimenticato di non si trovarsi lì per virtù propria, o per diritto acquisito, ma in rappresentanza di una base verso la quale mostra (una volta in più) di non avere nessun riguardo.
Se bisogna mandare in pensione il Partito (simbolo, statuto, militanti), qualcuno mi spieghi allora: perchè gli elettori, a loro volta, non dovrebbero mandare in pensione i dirigenti (Cossutta in primis) che di questo partito erano semplicemente l'espressione.
Se c'è un comunismo che è davvero finito, presidente, quello è il suo, fatto di tatticismi fini a se stessi e di forzature dall'alto.
Peccato che alla sua Bolognina piccola piccola manchi un elemento fondamentale:
la legittimazione da parte degli iscritti.
Credo che tanto la sua carica, quanto l'opzione politica di cui si fa portatore, debbano essere ufficialmente vagliate e valutate dalla base, chiedo pertanto a lei, alla direzione nazionale e alla mia federazione, che si proceda senza indugio a convocare un congresso nazionale straordinario.
GOFFE E POCO DIGNITOSE LE RITRATTAZIONI CHE FA A DUE GIORNI DI DISTANZA,
DOPO AVER BADATO A LEGGERLI TUTTI I COMMENTI ALLE SUE DICHIARAZIONI. SIAMO
SERI PRESIDENTE!!!
Non sono di second'ordine le contraddizioni emerse, non si tratta di questioni tattiche o cose che possano risolversi una stanzetta dei bottoni, mentre gli iscritti aspettano fuori dalla porta.
Bisogna aprire un dibattito sano, alla luce del sole sul presente e le prospettive del nostro Partito.
Se a questo punto lei rimane presidente, è segno che ho sbagliato partito io, e credo anche la grande maggioranza dei compagni. Vediamo chi ha ragione? CONGRESSO SUBITO!
Vivi e vegeti i comunisti di Viterbo la salutano,

cordialmente
Riccardo Fortuna
Capogruppo dei Comunisti Italiani
alla Provincia di Viterbo



Postato da Viterbocittà alle 21:19 | link | commenti |

giovedì, 01 dicembre 2005

MANCATO INCONTRO ALLA PISANA PER DISCUTERE DELLA ORTE - CAPRANICA - CIVITAVECCHIA

Martedì 29 alla Pisana era convocata una audizione con RFI, Trenitalia e Cargo in seno alla commissione regionale alla mobilità. Presenti al tavolo numerose istituzioni per discutere della riapertura della ferrovia Orte-Capranica-Civitavecchia, assenti le rappresentanze di tutte e tre le Società.

Riportiamo il commento del Capogruppo dei Comunisti Italiani alla Provincia di Viterbo:
Siamo alla Pisana, Sala dei Latini, vi rappresento il colpo d'occhio: una tavola rotonda con una ventina di calibri di vario livello e competenze.
Oltre al presidente della commissione Luciani c'è l' assessore regionale alla mobilità Ciani, il sottoscritto e l'assessore Corsetti per la Provincia di Viterbo, l'assessore ai trasporti della Provincia di Roma, c'è una delegazione tecnica e politica del Comune di Roma, c'è  l' on.Parroncini, Il presidente/commissario dell'Autorità Portuale di Civitavecchia, vari politici e tecnici di diverse amministrazioni comunali interessate dalla tratta e naturalmente i comitati di cittadini da sempre impegnati in questa causa. Nell'ambito dei lavori tutte queste rappresentanze sono espresse unanimemente per la riapertura della ferrovia.
Un consesso così nutrito, per pensare la riapertura della Orte-Capranica-Civitavecchia, non si era probabilmente mai visto, ma in mezzo a tanta folla tre sedie vuote. Indovinate un po' all'audizione con le ex-Ferrovie di Stato mancavano proprio le ex-Ferrovie di Stato: non una ma tutt' e  tre hanno disertato la riunione?
L' amministratore delegato di R.F.I. ing. Moretti ha telefonato poco prima dell' inizio della riunione dicendo di non aver ricevuto il telegramma di invito, scusa un po', puerile in caso mancasse solo lui, una vera e propria beffa se si considera che (casualmente) mancavano anche gli altri suoi omologhi.
Non ricevono le comunicazioni? Vuol dire che la prossima volta manderemo araldi a cavallo con tanto di tromba sotto casa loro. Faremo piantonare i loro uffici da massicci postini che li trattengano fisicamente mentre leggono ad alta voce la prossima convocazione, ovviamente di fronte a testimoni?
Sarcasmo a parte, l' assenza congiunta di tutte e tre le società non sembra lasciare dubbi: ci sono manager pagati (troppo?) per gestire capitali pubblici, i quali pensano di dover rispondere solo a se stessi. Questi signori non solo non ritengono di dover rispondere alle istituzioni, ma si prendono addirittura gioco di esse. Quanto avvenuto è grave, senza precedenti e ancor più fastidioso se si pensa che questi amministratori sono delegati a gestire denari non loro ma interamente della gente, quella stessa gente che noi come istituzioni rappresentiamo.
Non è accettabile che RFI, Trenitalia, Cargo o chicchessia pensino se stesse come uno Stato nello Stato.
Se fino ad oggi questa è stata la consuetudine è bene che si faccia capire chiaramente che l'aria è cambiata, che il centrosinistra al governo della Regione e della Provincia di Viterbo non è disposto a tollerare simili episodi.
Esigiamo rispetto per i cittadini.
  

Il capogruppo dei Comunisti Italiani
Al Consiglio Provinciale di Viterbo
Riccardo Fortuna


Postato da Viterbocittà alle 20:30 | link | commenti |

 

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