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NOTIZIE DALL' ASCOM VITERBO
CORSI REC C’E’ TEMPO FINO AL 22 GIUGNO p.v. PER LE ISCRIZIONI
Sono aperte fino al 22 giugno prossimo le iscrizioni per il II corso REC del 2006.
Il Corso, riconosciuto dalla Regione Lazio, ha una durata di 120 ore ed è abilitante – successivamente al sostenimento di esame d’idoneità e al rilascio di attestato – per l’iscrizione al REC (settore pubblici esercizi ed alimentare), presso qualsiasi Camera di Commercio italiana.
La frequentazione è obbligatoria.
Per informazioni e contatti Ascom, tel.: 0761/304060.
NOTIZIE DALL' ASL
Evidentemente il piccolo
voleva nascere ad Acquapendente…
Una donna, con le contrazioni ogni 3 minuti, è stata assistita ed ha partorito presso l’ospedale acquesiano dove, dal 2002, il punto nascita è stato chiuso
E’ nato alle 5,15 di questa mattina, tra la gioia dei parenti e di tutti gli operatori sanitari presenti in quel momento all’ospedale di Acquapendente. Potrebbe non essere una notizia, quella della venuta al mondo di un neonato in un nosocomio, se non fosse che ad Acquapendente il punto nascita è stato chiuso nel 2002 e da quattro anni, dunque, non si effettuano più parti. L’emergenza, tuttavia, è scattata alle 4,30 della scorsa notte, quando una donna al suo terzo parto e alla 39a settimana di gravidanza si è accorta che il suo piccolo aveva proprio deciso di nascere a momenti. La donna ha chiamato il pronto soccorso avvertendo il medico di turno che stava avendo le contrazioni ogni tre minuti. Senza perdere tempo, sono stati allertati il ginecologo, Corrado Tricoli, e l’ostetrica, Anna Maccheroni (che di giorno lavorano nell’ambulatorio ginecologico e ostetrico dell’ospedale acquesiano) i quali in pochissimi minuti sono giunti presso la struttura sanitaria per soccorrere la donna. “Porto sempre con me – commenta soddisfatta Anna Maccheroni – un kit di emergenza per il parto, non si sa mai. Devo dire che in paese ci conosciamo tutti e, quando accadono situazioni del genere, si verifica sempre una mobilitazione collettiva. Nel giro di 45 minuti il piccolo è nato ed è stata una grande soddisfazione per tutti noi”. Per la cronaca il bimbo, che pesa la bellezza di tre chili e 250 grammi, non ha avuto nessun tipo di problema nel parto, così come la puerpera alla quale non sono stati nemmeno messi i punti di sutura. La direzione generale della Asl, complimentandosi con l’intero staff sanitario dell’ospedale di Acquapendente per aver superato brillantemente una situazione di emergenza e di potenziale pericolosità, augura al piccolo neonato e ai suoi genitori una vita serena e piena di soddisfazioni.
NOTIZIE DALLA REGIONE LAZIO
ASSESSORATO POLITICHE SOCIALI
RU486: MANDARELLI, LIBERTA’ DI SCELTA PER LE DONNE
“L’aborto è un dramma personale e soggettivo e le donne che decidono di ricorrervi, devono poter scegliere le modalità che ritengono più opportune”. A dirlo oggi Alessandra Mandarelli, assessore alle Politiche sociali della Regione Lazio, intervenendo nel dibattito sulla Ru486.
“Un trauma come quello provocato dall’aborto – ha affermato l’assessore Mandarelli –, è qualcosa di soggettivo che produce conseguenze diverse da persona a persona, per questo le modalità con cui eventualmente ricorrervi devono necessariamente essere il frutto di considerazioni individuali, dettate dalla propria sensibilità seppur resa consapevole da un’eccellente e obiettiva informazione”.
“La Ru486 – ha spiegato l’assessore Mandarelli – è un’interruzione di gravidanza non invasiva che evita l’intervento operatorio. Per quanto ho appreso, in alcuni casi dopo la somministrazione del farmaco è stato necessario comunque ricorrere alla sala operatoria, e credo che la sperimentazione potrebbe darci notizie ulteriori e importanti al riguardo. Malgrado questo sono fermamente convinta che l’aborto sia e rimanga una scelta personale e che dunque ogni donna che vi ricorra, lo debba fare nella maniera che ritiene più opportuna, ovviamente nell’ambito delle norme vigenti”.
“L’interruzione volontaria di gravidanza – ha continuato – è un trauma che potrebbe compromettere anche la genitorialità futura delle donne che vi si sottopongono. Per questo la scelta personale assume una connotazione fondamentale, e per questo anche la modalità deve essere scelta nella consapevolezza e nell’informazione. Le donne devono essere informate sulle possibilità mediche, farmacologiche e non, ed essere messe in condizione di fare una scelta consapevole”.
“Siamo tutti convinti – ha concluso Mandarelli – che l’aborto sia un dramma, ma siamo altrettanto convinti che la 194 sia una necessità e che ridurre al minimo i traumi psicologici che l’interruzione volontaria di gravidanza potrebbe causare, sia un dovere per gli amministratori pubblici e sanitari”.
NOTIZIE DA ACQUAPENDENTE
Proposta per la costituzione del distretto rurale dell’Alta Tuscia da parte del Comune
È importante sottolineare la centralità della costituzione dei distretti rurali per lo sviluppo del territorio”. Queste le parole di Claudio Colonnelli, Vicesindaco e Assessore allo Sviluppo Economico del Comune di Acquapendente.
Con il rinnovo di molte amministrazioni comunali nella provincia di Viterbo, infatti, si torna a parlare dell’attuazione dei Distretti Rurali. In particolare, il Comune di Acquapendente si fa promotore, presso gli altri enti pubblici, gli imprenditori locali e le associazioni di categoria, della proposta presentata dai Democratici di Sinistra dell’Alta Tuscia durante la riunione dello scorso 29 marzo a Valentano, a cui era presente anche l’Assessore all’agricoltura della Regione Lazio, Daniela Valentini. L’idea è quella di costituire un distretto rurale dell’Alta Tuscia, proseguendo il lavoro già svolto sulle produzioni agricole tipiche del territorio da diversi enti, che coinvolga anche il sistema turistico ed agrituristico.
Il distretto rurale dell’Alta Tuscia includerebbe 27 comuni: Acquapendente, Arlena di Castro, Bagnoregio, Bassano in Teverina, Bolsena, Canino, Capodimonte, Castiglione in Teverina, Celleno, Cellere, Civitella d’Agliano, Farnese, Graffignano, Gradoli, Grotte di Castro, Ischia di Castro, Latera, Lubriano, Marta, Montefiascone, Onano, Piansano, Proceno, S. Lorenzo Nuovo, Tessennano, Tuscanica e Valentano.
Proprio lo scorso 30 maggio, inoltre, l’Assessore Valentini ha presentato al Tavolo Verde riunito presso
L’importanza dell’individuazione e costituzione dei distretti rurali è data proprio dalle caratteristiche territoriali dei comuni che vanno a comporre il singolo distretto. Nella provincia di Viterbo, infatti, i 27 comuni che costituirebbero il distretto rurale dell’Alta Tuscia sono caratterizzati da una omogeneità culturale e linguistica, dalla presenza di coltivazioni arboree prevalenti di vite e olivo, dalla produzione della patata e dei cereali, e soprattutto sono accomunati dalla peculiarità del paesaggio e dell’ambiente, gran parte del quale è sottoposto a tutela.
Il distretto rurale rappresenta l’opportunità per attivare un livello intermedio di coordinamento della rappresentanza delle parti sociali, la sede per misurare e condividere l’idea di sviluppo locale, non solo sul versante delle attività produttive o dei servizi, ma anche in ambito culturale, sociale e partecipativo.
Ed è proprio questo che si propone di fare il progetto di costituzione del distretto rurale dell’Alta Tuscia, coinvolgere cioè oltre al sistema agricolo che maggiormente caratterizza il territorio anche quello turistico-artigianale, per attivare un’azione sinergica tra i Comuni interessati e che già si sono fatti promotori di iniziative volte alla salvaguardia del territorio e delle sue tipicità (ad esempio Acquapendente Cittaslow, Bolsena Bandiera Arancione, ecc.).
NOTIZIE DALLA PREFETTURA DI VITERBO
Il Prefetto richiama i valori della Costituzione anche in tema di immigrazione.
Viterbo, 15/06/2006.- Nella riunione del Consiglio Territoriale per l’Immigrazione del 14 giugno scorso, il Prefetto Giacchetti, richiamati i principi fondamentali della Costituzione Italiana, ha affrontato alcune tematiche relative al fenomeno dell’immigrazione, in ordine al miglioramento del sistema di accoglienza, dell’assistenza e della tutela dei diritti nei confronti dei cittadini extracomunitari residenti in provincia.
Nel riconoscere che il fenomeno dell’immigrazione costituisce una risorsa importantissima per il nostro Paese, il Prefetto ha sottolineato la necessità di intensificare il dialogo interculturale mediante azioni volte ad una migliore conoscenza delle tradizioni, della cultura, della organizzazione familiare e sociale dei cittadini stranieri.
È stato condiviso, pertanto, l’obiettivo di realizzare una rete di collegamento tra i diversi enti, pubblici e privati, operanti nel settore, al fine di consentire la reciproca conoscenza delle disponibilità di risorse e di iniziative, unitamente a concrete comuni azioni di contrasto delle discriminazioni razziali per favorire la civile convivenza.
ACQUAPENDENTE
Mercoledì 7 giugno, alle 21.15 presso il Cinema Olympia, proiezione del film da lui diretto “Un silenzio particolare”
Lo sceneggiatore Stefano Rulli ad Acquapendente per “Il Sogno di Basaglia”
Tra i suoi lavori: “Meri per sempre” (1989 - M. Risi), “Quando sei nato non puoi più nasconderti” (2005 - M. T. Giordana), “Romanzo criminale” (2005 – M. Placido)
Stefano Rulli uno dei massimi sceneggiatori del panorama cinematografico italiano di questi anni sarà domani, mercoledì 7 giugno, ad Acquapendente nella seconda giornata dell’evento conclusivo de “Il Sogno di Basaglia”. Al suo attivo, tra i vari lavori che lo hanno consacrato, ricordiamo “Meri per sempre” (1989 - M. Risi), “Il portaborse” (1991 - di D. Luchetti), “Ladro di bambini” (1992 - G. Amelio), “Le chiavi di casa” (2004 - G. Amelio), “Quando sei nato non puoi più nasconderti” (2005 - M. T. Giordana), “La
Alle ore 21.15, presso il Cinema Olympia, si terrà la proiezione del film diretto da Stefano Rulli “Un silenzio particolare”, per il quale ha vinto nel 2005 il David di Donatello come Miglior Documentario. La pellicola riporta l’esperienza familiare di Stefano Rulli, di sua moglie
La giornata di domani, inoltre, sarà incentrata anche sul corso di formazione “Le reti di utenti e familiari” tenuto dalla Dottoressa Gisella Trincas, Presidente Nazionale dell’UNASAM (Unione Nazionale delle Associazioni per
Per informazioni telefonare ai numeri 333/8425597 e 320/8078232, visitare i siti www.itusci.it e www.radici.coop, o inviare una e-mail all’indirizzo ituscimail@tin.it.
PROVINCIA / MESSAGGIO DEL PRESIDENTE MAZZOLI
Purtroppo ancora una volta un atto disumano richiama la coscienza di tutti ad una manifestazione di solidarietà e ad una di ferma condanna. Solidarietà alla famiglia, agli amici del militare ucciso a Nassiriya, a quelli feriti e ai suoi colleghi della Brigata Sassari. Condanna per un gesto vile che non ammette giustificazioni.
Di fronte a questo scempio di vite umane, l’ennesimo, non dobbiamo e non vogliamo correre il rischio di assuefazione alla tragedia. Ogni simile atto va dunque condannato con la stessa determinazione, la stessa forza, lo stesso sdegno. Tutta la Provincia di Viterbo in questo momento è vicina ai nostri militari caduti in Iraq.
Presidente della Provincia di Viterbo
ASL
Ancora un gesto di altruismo
all’ospedale Belcolle di Viterbo
Donati fegato e cornee dai familiari
di un paziente di 68 anni deceduto giovedì scorso
Un gesto nobile e una generosità encomiabile grazie alla quale è stato possibile salvare delle vite umane. Nella notte di giovedì scorso, un uomo di 68 anni, residente a Vitorchiano, è deceduto per emorragia celebrale presso l’ospedale Belcolle di Viterbo. I familiari hanno dato il loro assenso al prelievo degli organi, fegato e cornee, del loro congiunto. A comunicare la notizia è il direttore sanitario del Presidio ospedaliero centrale, Giuseppe Cimarello. “Un esempio di altruismo e di solidarietà che ha permesso all’equipe del centro nazionale trapianti, proveniente dal Policlinico Umberto I di Roma, di prelevare intorno alla mezzanotte il fegato che è stato trapiantato nella notte stessa”. L’equipe chirurgica dell’Unità operativa di oculistica di Belcolle, inoltre, ha prelevato le cornee che sono state inviate alla banca degli occhi dell’ospedale San Giovanni di Roma. “Il personale medico, tecnico e infermieristico – conclude Cimarello – delle Unità operative di rianimazione, neurologia, oculistica, blocco operatorio, laboratorio analisi e anatomia patologica di Belcolle ha manifestato, come di consueto, grande professionalità e dedizione al lavoro. Su tutti, naturalmente, devo ringraziare i parenti del donatore che, anche in un momento di comprensibile sconforto, hanno saputo scorgere in quello che è un dramma personale un motivo di speranza per altri pazienti afflitti da patologie preoccupanti”.
RAPPORTO EURISPES A PALAZZO FARNESE DI CAPRAROLA
EMBARGO FINO ALLE ORE 10,30
DI VENERDÌ 9 GIUGNO 2006
Rapporto “Nostra Eccellenza”
Il peggio è passato: l’Italia delle Eccellenze
Il 9 giugno sarà presentato, nel corso del VII Forum Postel, a Palazzo Farnese di Caprarola (Viterbo), il Rapporto “Nostra Eccellenza”, realizzato dall’Eurispes.
«In questi ultimi anni – dichiara il Prof. Gian Maria Fara, Presidente dell’Eurispes – il nostro Istituto ha elaborato puntuali e dettagliate analisi su alcuni dei principali fenomeni economici del nostro Paese (spesa statale ed equilibrio dei conti pubblici, investimenti e crescita economica, fisco e lotta all’evasione, sommerso nell’industria e nei servizi e lavoro precario, consumo e risparmio delle famiglie, valori finanziari di Borsa e tutela dei piccoli azionisti, povertà e disuguaglianza tra le classi sociali).
A causa dei risultati delle ricerche effettuate, l’Istituto è stato spesso bollato di declinismo e di pauperismo e non pochi Soloni dell’economia in compagnia di valenti opinionisti hanno accusato l’Eurispes di volere perseguire, per inconfessabili fini politici, il mito del declino a tutti i costi e del “poverismo italico”.
La verità era ed è oggi sotto gli occhi di tutti e dimostra che l’Eurispes non è né è mai stato pauperista né declinista, ma ha sempre descritto la realtà economica e sociale del Paese.
Un Istituto di ricerca – prosegue Fara – è tale per la qualità delle scoperte sociali che compie, perché attraverso consolidate metodologie di ricerca fa emergere ciò che in precedenza era sconosciuto, per i contenuti comunicativi e informativi inediti che il processo di ricerca può originare e veicolare sui mass media.
In questo senso, grazie anche alle sedi regionali dislocate sul territorio, veri e propri sensori d’avanguardia, l’Istituto si è trovato spesso a confrontarsi con esperienze produttive di eccellenza, con la capacità di intraprendere di vecchi e giovani capitani d’industria e con la sapienza organizzativa di manager pubblici e privati alle prese con difficoltà di bilancio e resistenze al cambiamento organizzativo.
Da qui l’idea che sarebbe stato giusto approfondire questi aspetti selezionando e studiando quei casi di successo che per storia, mission di impresa, capacità di innovazione di processo e di prodotto, qualità dei processi organizzativi, hanno particolarmente caratterizzato la più recente storia economica italiana.
Sono state monitorate le principali aree produttive e le più significative esperienze imprenditoriali, istituzionali e associative del nostro Paese e sono state individuate 100 realtà, ma del Rapporto sulle eccellenze – conclude il Presidente dell’Eurispes – potevano far parte centinaia, migliaia di altri casi che conferiscono incessantemente lustro e prestigio al sistema Paese.
I 100 casi selezionati altro non sono che la metafora di un paese che funziona nonostante le difficoltà del ciclo economico, i ritardi organizzativi e culturali, le pastoie di una burocrazia che disperde spesso energie vitali e fiacca la spinta al cambiamento, comprimendo le occasioni di sviluppo».
Sebbene la ripresa produttiva nel nostro Paese presenti contorni ancora molto fragili e incerti alcuni recenti segnali di ripresa e di inversione del ciclo che giungono dall’apparato produttivo nazionale mostrano che il peggio è passato.
Dare priorità assoluta alla crescita. L’Italia, come altre economie europee, continua a scontare una lunga e pesante fase di stagnazione (dall’Europa comunque continuano ad arrivare segnali positivi con stime sulla crescita europea in deciso rialzo, siamo al 2,3% contro l’1,3% del 2005). Per recuperare il gap che separa l’Italia dal resto del continente si dovrebbe sperimentare per l’anno in corso una crescita vicina o superiore al 2%. Una pretesa eccessiva per le attuali condizioni del nostro sistema produttivo.
D’altra parte, il sistema politico ed economico italiano continuerà a confrontarsi con i persistenti problemi di equilibrio dei conti pubblici, di riduzione del deficit del bilancio statale, di ridimensionamento del debito pubblico, mentre il livello generale dei consumi si mantiene su livelli ancora troppo bassi per far ripartire decisamente la domanda interna. Inoltre, a livello continentale, le aspettative inflazionistiche sono in significativo rialzo (come testimonia la costante attenzione sui tassi posta dalla Banca centrale europea) e questo può rappresentare un fattore di freno agli investimenti produttivi e al rilancio dei consumi delle famiglie.
In ripresa produzione industriale, fatturato e ordinativi. Gli indici della produzione industriale dei vari settori di attività economica mostrano nel primo trimestre 2006 (rispetto al 2003) un generale miglioramento, tuttavia persistono elementi di criticità nei settori tessile e dell’abbigliamento (-8 punti rispetto al 2003), pelli e calzature (-4,8) e dei mobili (-4). Sempre in flessione, ma con valori più contenuti, è il settore della produzione di macchine elettriche e di apparecchi ottici e di precisione (-0,4).
In generale si può affermare che i settori caratterizzati da produzioni a basso valore aggiunto sono quelli che continuano a scontare gli effetti della stagnazione che ha caratterizzato nell’ultimo quadriennio l’economia italiana, mentre i settori caratterizzati da produzioni con più alto valore aggiunto sono quelli che danno la spinta più forte per la ripartenza dell’economia italiana: chimici (+ 5,8 punti rispetto al 2003), prodotti in metallo (+7,4), mezzi di trasporto (+6,3), mezzi di trasporto (+6,3), meccanico (+1,6).
In particolare, nel periodo marzo 2004-marzo 2006, si è registrata una sofferta ma costante ripresa della produzione industriale e si evidenzia un trend in aumento che tuttavia stenta ad assumere i valori di una decisa ripresa economica.
Ma è dal lato dell’andamento degli ordinativi che si registrano sensibili segnali di variazione congiunturale positiva. Già alla fine 2005 l’indice generale degli ordinativi aveva registrato un +2,1 punti rispetto al 2000, un incremento determinato soprattutto dalle positive dinamiche nei settori dei prodotti chimici e fibre sintetiche (+6,8), del legno (+12,8), della meccanica (+9,3) e dei prodotti in metallo (+17,4).
La sensazione di generale e diffusa ripresa viene ancora di più evidenziata se si considerano gli ordinativi del primo trimestre 2006, quando l’indice generale fa registrare un + 15,7 rispetto al 2000.
Disaggregando ulteriormente il dato, si rileva che sono i settori del legno (+24,1 punti rispetto al 2000), del tessile-abbigliamento (+19,8), dei prodotti in metallo (+37,5), degli apparecchi elettrici e di precisione (+18,7) e della meccanica (+10,9) che fanno registrare gli incrementi più significativi, mentre in calo risulta soltanto la produzione di mezzi di trasporto (-14,5 punti rispetto al 2000)
Per quanto concerne il fatturato, si assiste nel primo trimestre del 2006 ad una crescita generalizzata. In particolare, rispetto al 2000, si registra un +29,3 punti nel settore dei prodotti metallici, un +9,5 nella produzione dei mezzi di trasporto, +12,8 in quello delle materie plastiche e della gomma, un +19,9 nel legno, un +9,5 negli alimentari e, infine, un +4,6 nella meccanica.
Il settore dell’estrazione di minerali e raffinazione di petrolio, il cui indice di fatturato è aumentato del 130%, è chiaramente influenzato dall’andamento del prezzo del petrolio e contrasta in maniera molto evidente con tutti gli altri settori nei quali si raggiungono livelli ben più modesti di crescita del fatturato, e in un caso (altre industrie manifatturiere) addirittura delle riduzioni (-2,9%).
Anche l’export volge al positivo. Nel 2006, le esportazioni riprendono a tirare. Soprattutto le attività afferenti ai settori manifatturieri tradizionali sperimentino netti segnali di ripresa: il settore cuoio, pelli e prodotti in cuoio fa registrare un +6,9% rispetto al 2005, mentre nell’intero periodo 2002-2006 la perdita è stata del 7,5%. Anche il tessile-abbigliamento (+3,9% primo trimestre 2006 su primo trimestre 2005), legno (+10,1%), prodotti chimici (+14%), mezzi di trasporto (+11,4), apparecchi elettrici (+7,9) registrano performance sensibilmente positive nell’ultimo anno.
Occorre ridurre la perdita di competitività dell’industria manifatturiera in termini di costo del lavoro. Nell’ultimo quinquennio, l’Italia ha perso il 30% di competitività, a fronte di un -10% della Francia e di un +3% della Germania. Il dato è interpretabile con l’apprezzamento del cambio dell’euro, l’assenza di una politica industriale nel periodo 2001-2006, gli scarsi investimenti in risorse e sviluppo del settore privato dell’economia. Tra l’altro un persistente fattore di ritardo strutturale del sistema produttivo nazionale è la limitata classe dimensionale delle nostre imprese, che pregiudica la propensione all’investimento, rende estremamente difficile ricorrere al credito sul mercato dei capitali, generando una struttura finanziaria di impresa più orientata verso il credito a breve termine con garanzie reali.
Ritorna la fiducia degli imprenditori. I dati su fatturato e ordinativi si combinano anche con le previsioni a breve termine dell’Isae sulla produzione industriale nel periodo aprile 2006-giugno 2006, previsioni che prefigurano una sostanziale tendenza al rialzo.
In questo senso, si ipotizza un forte incremento dei livelli della produzione industriale in aprile (+1,5%), una crescita più contenuta a maggio (+0,2%) e una parziale contrazione in giugno (-0,5%). Il clima di fiducia delle imprese manifatturiere sale a maggio ai massimi dal dicembre 2000, portandosi a 96,8.
La fiducia si trova oggi su livelli di 12 punti superiori rispetto al maggio 2005: le imprese (soprattutto quelle di media e grande dimensione, con più di 100 addetti) si attendono, a seguito delle eccellenti performance di aprile un aumento degli ordini e dell’occupazione e la stabilità dei listini di vendita. L’incremento della fiducia non è però diffuso in maniera omogenea: infatti, l’indice migliora nel Nord e scende invece nelle regioni centrali e meridionali.
Dal lato delle previsioni a breve termine sul quadro generale dell’economia italiana, invece gli imprenditori esprimono valutazioni negative. Probabilmente, gli imprenditori mostrano una significativa fiducia rispetto alle dinamiche di mercato, ai fattori e ai processi che essi stessi governano in maniera diretta, mentre l’evoluzione del quadro politico ed economico generale e la dinamica delle variabili produttive esogene all’impresa determina in loro una forte e marcata preoccupazione.
Aiuti alle imprese. Negli ultimi anni si è registrata una non trascurabile riduzione del volume complessivo degli aiuti dello Stato all’economia: complessivamente, si è passati dal contributo espresso in percentuale del PIL dell’1,26% allo 0,52% del 2004. Il nostro Paese si pone, nel 2004, al 9° dopo Germania, Francia e Svezia. Al primo posto spicca la Finlandia con l’1,53% del PIL destinato ad aiuti di Stato. Segue il Portogallo (1,09%) e la Svezia (0,99%). Tra i grandi paesi europei, solo il Regno Unito (che si contraddistingue per una diversa politica di intervento statale nell’economia) eroga minori aiuti all’economia nazionale, attestandosi allo 0,32%. In coda alla classifica è la Grecia con soltanto lo 0,29% del PIL destinato ad aiuti di Stato.
I costi impossibili della burocrazia. I tempi ed i costi della burocrazia rappresentano una delle patologie endemiche del modello economico e produttivo nazionale. Un male esteso in larga parte anche al modello di governo del territorio e di molti Enti e pubbliche amministrazioni. Secondo l’Eurispes la burocrazia grava pesantemente su imprese e cittadini, costituisce di per sé uno spreco che si può quantificare in quasi il 4% sul PIL, cioè circa 50 miliardi di euro.
La questione del passaggio generazionale in azienda. La confusione tra la proprietà e il controllo dell’azienda e le difficoltà di assicurare una corretta ed efficace successione aziendale, completano un quadro di difficoltà determinando un ridotto impiego di manodopera specializzata, minori investimenti in servizi e nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione, indebolendo le reti distributive del prodotto, generando una minore quantità di investimenti fissi per addetto.
Tutto sulle spalle della legge Biagi? L’avere affidato alla riforma del mercato del lavoro la soluzione dei principali problemi della sfera produttiva compreso quello del recupero di produttività del sistema si è rivelato un palliativo inefficace. Di fatto gran parte della classe imprenditoriale si è sentita deresponsabilizzata, pretendendo di sostituire, una volta introdotto l’euro, i vantaggi all’export determinati da un tasso di cambio favorevole (come quello che poteva garantire la lira), con una deregolamentazione del mercato del lavoro dai dubbi risultati. Puntando tutto sulla flessibilità spinta e sull’applicazione di una miriade di forme contrattuali, le imprese non hanno più incentivato e sostenuto il capitale umano in azienda (in termini di benefits, meccanismi premianti, formazione) depauperando fortemente un patrimonio di competenze tecniche, abilità e conoscenze.
Incoraggiare l’eccellenza per una cultura della qualità. In questo contesto di seppur lenta ripresa diventa strategico sostenere l’Italia che funziona di cui il Rapporto dell’Eurispes offre uno scorcio, perché queste eccellenze possono generare ulteriore valore aggiunto, innovazioni di processo e di prodotto, programmare investimenti nel medio-lungo periodo, contrastare le resistenze culturali presenti nella stessa area imprenditoriale, generare elevati tassi di incremento del reddito e dell’occupazione.
La cultura della qualità e dell’eccellenza è una delle condizioni per partecipare con armi appropriate alla grande sfida imposta dal terzo millennio.
I cento esempi raccolti dall’Eurispes in tutti i settori di attività sono qui a dimostrarlo ed a garantire e a testimoniare che la qualità e l’eccellenza, dovunque presenti, hanno il diritto di essere conosciute ed apprezzate.